SANTUARIO DI SAN VITO LO CAPO

in Vito vitae pulchritudo
















I nuovi martiri

La preghiera nel Santuario del Martire Vito
per i martiri della fede dei nostri giorni.


Carissimi fedeli di Gesù Cristo,
è con gioia che ci accingiamo ad iniziare l’esperienza dell’Adorazione prolungata, anche notturna, davanti a Gesù Eucaristia, per portare conforto a chi muore per la fede anche ai nostri giorni. E’ un modo per impegnarsi a sostenere la pacifica battaglia della fede, testimoniando l’amore, che il cristiano combatte ogni giorno. Il nostro
Vescovo, Mons. Francesco Miccichè, dà questo speciale mandato ai fedeli del Santuario, la preghiera continuata per sostenere la battaglia della fede, di quanti ai nostri giorni, come Vito un tempo, danno la loro vita per Cristo. Ci aiuti in questo nostro proposito la sua intercessione e la presenza materna di Maria, regina dei Martiri.
Ho fiducia che tutti ci lasceremo coinvolgere in questo esperienza di amore a Cristo e alla chiesa.

San Vito Lo Capo, 25 marzo 2007. L’Arciprete
Don Pietro Messana


I MARTIRI DEI NOSTRI GIORNI

Il martirio è un’esperienza di sangue e di amore fino alla fine che da sempre accompagna la chiesa di Gesù, fin dalla sua fondazione. Gli antichi dicevano: sanguis martyrum semen christianorum (il sangue dei martiri è il seme dei cristiani). Così i cristiani hanno custodito gelosamente il luogo in cui i fedeli di Cristo offrirono la loro vita a causa della testimonianza del Vangelo, chiamando quel luogo martirium (luogo della testimonianza). Il Santuario del Santo Martire Vito, che da sempre è venerato come il “luogo” di San Vito, e custodisce gelosamente la memoria del suo martirio deve essere fedele alla sua peculiarità.
Il
proprium del Santuario non è infatti solamente quello di promuovere il culto del Santo o curarne l’aspetto devozionale, che, al di fuori di un’autentica spiritualità equivarrebbe a sostenere che San Vito e più “miracoloso” di altri santi. Ciò che è proprio di questo Santuario antichissimo è alimentare nella Chiesa una vera “spiritualità martiriale”, ricordare ai cristiani la necessità di essere fedeli fino alla morte per ottenere la corona della Vita.
Giovanni Paolo II scriveva: "Nel nostro secolo sono ritornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi militi ignoti della grande causa di Dio. Per quanto è possibile non devono andare perdute nella Chiesa le loro testimonianze" (Tertio Millennio Adveniente (n. 37).Il defunto Papa è stato testimone delle vicende legate al totalitarismo nazista, a quello comunista, ha vissuto da vicino l'esperienza della Shoà e la sofferenza del popolo polacco. Da tutto questo è nata in lui l'intuizione che il martirio dei cristiani del '900 è una testimonianza eloquente ed efficace nel crocevia della storia in cui il male sembrava aver espugnato il bene. E' un’eredità che il Papa ha chiesto con insistenza di raccogliere. Per questo ha inserito tra i segni del grande giubileo del 2000 quello dei nuovi martiri. Il termine "Nuovi Martiri" indica soprattutto la dimensione nuova del martirio nel XX secolo. L'accento non va tanto sui singoli quanto sulle generazioni di cristiani che hanno sofferto la persecuzione. Chiese intere e gruppi di fedeli hanno sofferto a motivo della loro fedeltà a Cristo, al Vangelo e alla Chiesa, in contesti dove, prima di uccidere il corpo, si è cercato di uccidere l'anima. In questo XX secolo si è cercato di eliminare le residue capacità di resistenza al male, la voglia di riconciliazione e pace. Nella sola Unione Sovietica si calcola che oltre un milione di cristiani sono stati uccisi per la loro fede, Sono almeno 12.000 i nuovi martiri del XX secolo documentati con un lavoro che ha richiesto 5 anni da parte di una Commissione presieduta da Mons. Michel Hrynchyshyn, esarca degli ucraini di rito bizantino di Francia, al cui fianco ha lavorato don Gnavi. I nuovi martiri sono la testimonianza di una carità vissuta da missionari e laici in condizioni ordinarie, che in situazioni diverse diviene pericolosa e porta anche all'esito della morte. Laici e religiosi, uomini e donne appartenenti a Chiese diverse dicono che vale la pena resistere al male con scelte quotidiane d'amore e carità, di riconciliazione e fedeltà al Vangelo.


24 ore di adorazione eucaristia a sostegno di chi muore per la fede

Il Santuario di San Vito offrirà, il terzo giovedì di ogni mese, una preghiera prolungata di 24 ore davanti
a Gesù Eucaristia, con inizio alla celebrazione eucaristica serotina, per sostenere i cristiani che
soffrono persecuzioni in ogni parte del mondo a causa della loro fede.
In estate inoltre (21 giugno-21 settembre) il ritmo della preghiera prolungata sarà settimanale.
Si prega di dare notizia di comunità, gruppi o confraternite che vogliono collegarsi spiritualmente e
contemporaneamente all’iniziativa anche con brevi turni di adorazione.


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